Jul
31
2008
Bene, dopo avervi fatto divertire un poco con la rubrica “Lettere al Direttore”, torniamo alle cose serie e, sollecitati, approfondiamo l’aspetto legale della questione. Per fare questo prenderemo come spunto l’interessante commento di Endri, che essendo particolarmente articolato non consente di rispondere genericamente ma richiede una risposta diretta. Continue Reading »
Jul
30
2008
A grande richiesta, pubblichiamo le “perle” che ci arrivano tra i commenti: non ci sembrava giusto goderne solo noi, percui, sicuri di farvi cosa gradita, eccovi un piccolo estratto dei migliori post pervenutici in questi giorni. Se la cosa vi risultasse gradita (ma anche no), fatecelo sapere: abbiamo tanti di quei commenti di questa immensa levatura intellettuale che possiamo rallegrare intere serate.
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Jul
26
2008
Abbiamo ricevuto commenti da veri Geni del Marketing, da figure di spicco dell’Hacking Internazionale, da Programmatori di Fama Mondiale e da Tuttologi di varia estrazione. In pratica, da un manipolo di poveri mentecatti.
Ad uso e consumo di questi (dei quali solo alcuni hanno le palle per firmarsi), facciamo che adesso vi facciamo leggere una cosina, sulla quale ci limiteremo a sintetizzarne i contenuti, invitandovi seriamente a riflettere. Con la VOSTRA testa.
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Jul
21
2008
Ok, crediamo che questo stralcio di “intervista” che ha rilasciato Pumpkin del Dev/Team richieda di essere argomentata, almeno per la parte che ci riguarda direttamente, visto che ad oggi siamo stati gli unici a mettere tutte le carte in tavola e parlare di TPM e della potenza (inespressa) di fuoco di Apple.
Il rumor più diffuso è quello che riguarda “Palladium” (o TPM), che essendo attualmente utilizzato dai dispositivi Apple, rende impossibile per te (credo si riferisca a Zibri) di “giocare online con i legittimi acquirenti”. Questa non è altro che una sciocchezza detta da persone disinformate, e mentre vi è il potenziale di alcuni definizione di trusted computing su iPhone e iPod Touch, la Apple non lo sta usando e non è in grado di distinguere in remoto un dispositivo pwnato da uno legittimamente attivato. Questo doveva ovviamente trasparire dai nostri esempi di esecuzione delle applicazioni dell’AppStore accanto a quelle non autorizzate, ma “ovvio” è un termine molto relativo.
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Jul
21
2008
Apple non ha NESSUN bisogno di chiedere l’IMEI a nessun Gestore, gli basta interrogare il telefono per conoscere IMEI (International Mobile Equipment Identity), l’ESN (Electronic Serial Number) e MEID (Mobile Equipment Identifier). A questo aggiungiamo la chiave RSA dell’ARM (univoca e cablata dentro il processore al momento dell’assemblaggio) per avere tutte le informazioni che identificano un iPhone in modo univoco ed inequivocabile.
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